
Creato dallo scrittore Michael Crichton, ex studente di medicina ad Harvad, il serial medico più popolare degli anni '90 e andato in onda in America sulla NBC. Secondo nella classifica generale degli ascolti nel primo anno di programmazione, il telefilm che vanta tra i produttori Steven Spielberg, si aggiudicò il migliore risultato di tutti i tempi per una serie drammatica al debutto.
All'Emergency Room del Cook County General Hospital, dove il sangue schizza e la telecamera non si limita a descrivere cuffiette e mascherine, il personale medico si destreggia tra crisi cardiache e crisi personali, tra casi clinici e casi umani: tra gli altri, il dottor Greene, aiuto primario molto qualificato, combattuto tra il lavoro che lo assorbe e la mancanza di vita privata; se riesce a risolvere al meglio i casi di pronto intervento, non sempre trova una soluzione per quelli fuori dall'ospedale; il dottor Ross (interpretato da George Clooney), pediatra playboy dall'innegabile charme che non sempre segue il protocollo ospedaliero; il dottor Benton, assistente chirurgo, perfezionista e schivo a mostrare le proprie emozioni; il giovane dottor Carter; la dottoressa Weaver, che con la sua abilità in situazioni critiche riesce a conquistarsi, se non l'affetto, almeno il rispetto dei colleghi.
In corsia e fuori, tra un'operazione e un intervento, i medici protagonisti cuciono e scuciono, oltre ai pazienti, relazioni sentimentali “a cuore aperto”.
L'idea di una storia su un Pronto Soccorso venne a Crichton nel corso degli anni di praticantato: “Volevo scrivere qualcosa che fosse il più possibile vicino alla realtà, raccontare la medicina in maniera alquanto realistica, quasi documentaristica”.
La prima sceneggiatura, che prevedeva 87 scene e più di 100 ruoli parlanti, intrisa di termini tecnici e di riprese con la steadycam, denotò l'ambizione di un serial che bussava nel contempo alla realtà, al cinema e alla soap.
Lo schema del serial è quasi fisso, il colpo di scena non è mai unico; non esiste un inizio, un climax, una fine. L'andamento somiglia al tracciato di un elettrocardiogramma. Le porte si aprono di botto, la barella irrompe, le presentazioni dei pazienti in arrivo sono secche. Non ci sono tempi morti, i dialoghi sono serrati, restituiscono il dramma senza mai indugiare sul dolore.
Medici e infermieri sono ritratti come persone piene di problemi e contraddizioni; il realismo cede il passo alla credibilità.
La maggior parte dei serial medici racconta le vicissitudini dei pazienti, E.R. punta invece sui dottori. E il successo li ha premiati con tanti riconoscimenti e ben 15 stagioni all'attivo.
Per saperne di più: c'è la scheda di
wikipediaVideo: una clip della serie che sottolinea come la macchina da presa segue i personaggi in giro per l'ospedale e i dialoghi non-stop.