domenica 3 aprile 2011

Ai confini della realtà (1959-1964)


“State per entrare in una nuova dimensione: una dimensione che si trova ai confini della realtà”. Con questa apertura fuori campo, Rod Serling introduce ogni puntata di uno dei serial più cult della storia della televisione. Girata interamente in bianco e nero, la serie prende in esame “la sesta dimensione, al di là di ciò che è conosciuto dall'uomo”, ovvero situazioni bizzarre ma verosimili, ricche di beffarda ironia sulla condizione umana con l'immancabile sorpresa finale. “A new era of fantasy”, come ha sentenziato la critica americana, “un compendio di immaginazione straordinaria”.

Nell'episodio “E' bello quel che piace” la telecamera inquadra, per quasi tutta la puntata, la testa bendata di una degente che aspetta trepidante l'esito di un'operazione di plastica facciale; una volta tolta la benda in un crescendo di suspance, il volto che emerge è quello di una bellissima donna che riflessa in uno specchio comincia a urlare e scappare tra lo stupore dei medici che, inquadrati per la prima volta, sono tutti mostri deformi.

“Prima di Ai confini della realtà – dichiarò l'ideatore-produttore Serling- ci sono stati molti show di fantascienza, ma quasi tutti parlavano di gnomi o astronavi: questo parla della gente comune”.
Il titolo originale The Twilight Zone è un termine areonautico: si riferisce al momento in cui, in fase di atterraggio, si perde di vista l'orizzonte.

Il successo della serie ha spinto Steven Spielberg a portare sul grande schermo quattro storie “ai confini della realtà” nel film del 1983 diretto, oltre che dallo stesso cineasta, da John Landis, Joe Dante e George Miller: tre dei quattro episodi sono remake tratti dal serial televisivo.
Dopo la morte di Serling, avvenuta nel 1975 a cinquant'anni, una nuova serie è stata prodotta a metà degli anni Ottanta.

Per saperne di più: c'è la scheda di wikipedia

Qualche video:

- una clip della serie:



- il trailer del film del 1983:

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