martedì 5 aprile 2011

Ally Mcbeal (1997-2002)



Divenuto a tutti gli effetti un fenomeno di costume, il serial va salutato come un vero e proprio evento televisivo: poche fiction come questa hanno osato e rischiato tanto dal punto di vista narrativo e delle sceneggiature, avvalendosi di alcune tecniche di linguaggio più rodate al cinema che sul piccolo schermo. Tra le altre: la possibilità del telespettatore di vivere in prima persona, in soggettiva, i sogni, i desideri e le frustrazioni della protagonista; o quella di ascoltare i suoi pensieri-spesso diversi dai suoi discorsi- grazie alla voce fuori-campo.

Tutto ha inizio all'età di sette anni, quando Ally intreccia una storia d'amore che la segnerà nel profondo: il primo bacio con Billy è di quelli che non si dimenticano, di quelli che rimangono sulla punta delle labbra a lungo, forse per tutta la vita; lungo gli studi insieme, la prima volta in auto, gli anni del liceo, l'università insieme alla facoltà di legge. Per poi realizzare di essere a un bivio: l'amore o la carriera. Accorgersi di stare con un fidanzato che ti preferisce la seconda, con l'inevitabile e drammatica separazione.

La sfortuna perseguita Ally ovunque: in amore, sul lavoro, nei rapporti con le persone. Dove passa lei seguono tragedie, scambi di persona, equivoci. Si butta inevitabilmente dalla pentola alla brace, con lei Cupido sbaglia mira, il mondo le cade addosso e lei non regge.
Per sfuggire la depressione Ally decide di tuffarsi nel lavoro, diventando un'avvocatessa di successo di Boston. In realtà l'aula del tribunale sembra l'unica zona franca della sua vita: si dimostra sicura, determinata, a volte addirittura cinica. Ma fuori dal foro il destino le tende agguati dietro ogni angolo: come quando un socio di maggioranza del suo studio legale la fa licenziare per essersi ribellata ai continui assalti di “mano morta”. Dopo aver perso il posto, Ally incontra l'ex compagno di studi Richard, titolare di uno studio legale che le propone di lavorare per lui. Il destino vuole che in quell'ufficio lavori anche Billy, che Ally non ha mai dimenticato. Lui rappresenta il ragazzo che amava e che ama ancora, probabilmente corrisposta; solo che nel frattempo lui si è sposato con la bella Giorgia, apparentemente senza un difetto e per di più simpatica, è destinata a diventare la migliore amica di Ally.

Così la critica americana: “Ally McBeal è tutto ciò che un telefilm che voglia presentarci uno spaccato di fine anni '90 dovrebbe essere: tagliente, esilarante nei dialoghi, ha un cast di talento e propone storie coinvolgenti. Come si può non amarlo?”.
La protagonista interpreta alla perfezione, con i picchi della parodia, una giovane donna che evidenzia tutte le ansie, le paranoie e gli incubi di chi vive con la testa fra le nuvole, di chi ha visto abbattere uno ad uno tutti i propri ideali, di chi pensa che gli uomini siano tutti uguali.
Una sorta di Woody Allen in tacchi a spillo, Ally si stende sul lettino della propria analista vomitando patemi d'animo. Ma la sua miglior consulente è se stessa: i suoi esami di autocoscienza sono diventati momenti cult generazionali.

Per saperne di più: la scheda di wikipedia.

Video: una clip con le visioni di Ally.

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