lunedì 4 aprile 2011

Happy Days (1974-1984)


I favolosi anni'50. Gli anni dei juke-box, della musica di Buddy Holly e Elvis Presley; gli anni della gelatina sui capelli, dei balli universitari di fine anno, delle pomiciate nei drive-in; dei giubbotti di pelle con il bavero alzato, dei chewing-gum schiacciato sotto il banco, dei primi televisori accesi nei salotti. I giorni di un'America politically correct, di una provincia americana sana e rassicurante, dove si respirava il profumo delle torte di mele fatte in casa.

Nato nella stagione 1974-'75 sull'onda di un revival degli anni '50 che stava contaminando produzioni cinematografiche e televisive, il serial doveva da principio raccontare la vita dell' All American Boy Richie Cunningham, un ingenuo e goffo studentello. Ma il successo raccolto da un personaggio di “contorno” spinge i produttori ad allargare il campo di ripresa su un'America apparentemente felice, dove non esiste la guerra fredda. E così, nel giro di poche puntate, l'eroe della serie diventa Arthur Fonzarelli, detto Fonzie: giubbotto di pelle, duro ma con il cuore d'oro, si rivela essere il “maestro di vita” per Richie, i suoi amici “pivelli” e un po' per tutti i telespettatori.

Ma il successo di Happy Days va cercato anche nei personaggi secondari: la famiglia Cunningham, perbene fino alla nausea, è composta dai coniugi Howard e Marion, nonché dalla sorellina Joanie detta “sottiletta”; gli amici Potsie, Ralph, il propietario Arnold's, Al, il diner più famoso dell'immaginario televisivo americano.

Per saperne di più: c'è la scheda di wikipedia

Video: la sigla di Happy Days.



Curiosità: il video della canzone "Buddy Holly" dei Weezer, girato da Spike Jonze e ambientato nel mitico locale di Arnold's.

domenica 3 aprile 2011

Ai confini della realtà (1959-1964)


“State per entrare in una nuova dimensione: una dimensione che si trova ai confini della realtà”. Con questa apertura fuori campo, Rod Serling introduce ogni puntata di uno dei serial più cult della storia della televisione. Girata interamente in bianco e nero, la serie prende in esame “la sesta dimensione, al di là di ciò che è conosciuto dall'uomo”, ovvero situazioni bizzarre ma verosimili, ricche di beffarda ironia sulla condizione umana con l'immancabile sorpresa finale. “A new era of fantasy”, come ha sentenziato la critica americana, “un compendio di immaginazione straordinaria”.

Nell'episodio “E' bello quel che piace” la telecamera inquadra, per quasi tutta la puntata, la testa bendata di una degente che aspetta trepidante l'esito di un'operazione di plastica facciale; una volta tolta la benda in un crescendo di suspance, il volto che emerge è quello di una bellissima donna che riflessa in uno specchio comincia a urlare e scappare tra lo stupore dei medici che, inquadrati per la prima volta, sono tutti mostri deformi.

“Prima di Ai confini della realtà – dichiarò l'ideatore-produttore Serling- ci sono stati molti show di fantascienza, ma quasi tutti parlavano di gnomi o astronavi: questo parla della gente comune”.
Il titolo originale The Twilight Zone è un termine areonautico: si riferisce al momento in cui, in fase di atterraggio, si perde di vista l'orizzonte.

Il successo della serie ha spinto Steven Spielberg a portare sul grande schermo quattro storie “ai confini della realtà” nel film del 1983 diretto, oltre che dallo stesso cineasta, da John Landis, Joe Dante e George Miller: tre dei quattro episodi sono remake tratti dal serial televisivo.
Dopo la morte di Serling, avvenuta nel 1975 a cinquant'anni, una nuova serie è stata prodotta a metà degli anni Ottanta.

Per saperne di più: c'è la scheda di wikipedia

Qualche video:

- una clip della serie:



- il trailer del film del 1983:

sabato 2 aprile 2011

X-Files (1993-2002)



X-Files: sono i casi dell' FBI che nessuno può spiegare, i casi che non seguono alcuna logica, i casi che nessuno vorrebbe risolvere perchè nascondono misteri inquietanti, quelli che il Pentagono classifica come “storie di straordinaria quotidianità” e che verrebbero archiviati come top-secret.